Due diligence ambientali

La verifica ambientale: nero su bianco.

Quando emerge una contaminazione, o anche solo il sospetto che un’area possa essere contaminata, serve capire subito come muoversi. Un terreno industriale dismesso, un serbatoio interrato, uno sversamento, una compravendita immobiliare o una riconversione produttiva possono aprire scenari tecnici e amministrativi complessi.

Zulberti affianca aziende, proprietari di aree, studi tecnici, operatori immobiliari ed enti nella gestione dei procedimenti di bonifica siti, dalla valutazione iniziale fino alla definizione degli interventi e al confronto con gli enti competenti.

Il servizio parte da una domanda concreta: che cosa serve davvero per gestire correttamente il sito? Da qui si costruisce il percorso: analisi della documentazione disponibile, sopralluoghi, indagini ambientali, campionamenti, caratterizzazione, analisi di rischio, scelta delle tecnologie, progettazione degli interventi e monitoraggi.

La bonifica non è solo una questione di analisi o di scavi. È un processo che coinvolge decisioni tecniche, costi, responsabilità, tempi autorizzativi, destinazione futura dell’area e rapporti tra più soggetti. Per questo Zulberti segue ogni commessa con un referente dedicato, in modo che il cliente abbia un punto di riferimento stabile e sappia sempre quali sono i passaggi da affrontare.

Il valore del servizio sta nella capacità di mettere ordine: capire quali dati sono già disponibili, quali mancano, quali attività sono necessarie e quali soluzioni possono essere sostenibili dal punto di vista tecnico ed economico.

Due diligence ambientali

definizione

Le due diligence ambientali sono verifiche tecniche finalizzate a individuare rischi, criticità, passività e costi potenziali collegati a un sito, a un immobile, a un’attività produttiva o a un’operazione societaria.

Possono riguardare molti aspetti: stato del suolo e del sottosuolo, acque sotterranee, gestione dei rifiuti, scarichi, emissioni in atmosfera, materiali contenenti amianto, serbatoi, sostanze pericolose, impianti, autorizzazioni ambientali, pratiche pregresse, procedimenti aperti e coerenza tra documenti e stato reale dei luoghi.

Per Zulberti, la due diligence ambientale serve prima di tutto a mettere ordine. Spesso il cliente si trova davanti a documenti parziali, informazioni tecniche difficili da interpretare, immobili con una storia produttiva complessa o trattative in cui i tempi sono stretti. In questi casi, il lavoro consiste nel capire quali elementi possono incidere davvero sull’operazione.

La valutazione può avere livelli diversi. In alcuni casi è sufficiente una prima analisi documentale con sopralluogo. In altri, quando emergono segnali di possibile contaminazione o criticità più rilevanti, può essere necessario procedere con campionamenti, indagini ambientali, analisi chimiche, verifiche su materiali sospetti o controlli su impianti e serbatoi.

Zulberti aiuta il cliente a scegliere il livello di approfondimento corretto, evitando sia valutazioni troppo superficiali sia indagini non necessarie. L’obiettivo è arrivare a una lettura affidabile del rischio, proporzionata all’operazione e utile per decidere come procedere.

Due diligence ambientali
Due diligence ambientali

Tipologie

Le due diligence ambientali possono cambiare molto in base al contesto. Una verifica su un singolo terreno prima dell’acquisto richiede un’impostazione diversa rispetto alla valutazione di uno stabilimento produttivo, di un portafoglio immobiliare o di un’operazione societaria con investitori e consulenti internazionali.

Per questo Zulberti definisce il perimetro dell’incarico insieme al cliente: cosa deve essere valutato, quali decisioni deve supportare la due diligence, quali tempi sono disponibili, quali documenti esistono già e quali soggetti devono essere coinvolti.

La distinzione tra DDA, EDD ed ESG due diligence aiuta a chiarire il tipo di servizio richiesto. Le tre attività possono avere elementi in comune, ma rispondono a esigenze diverse e producono valutazioni con livelli di approfondimento differenti.

Due diligence ambientali DDA

La DDA, cioè due diligence ambientale, è la verifica tecnica più direttamente collegata agli aspetti ambientali di un sito, di un immobile o di un’attività. Viene richiesta quando serve capire se esistono criticità attuali, pregresse o potenziali prima di acquistare, vendere, riconvertire, finanziare o sviluppare un’area.

Zulberti può intervenire in questa fase per analizzare autorizzazioni, planimetrie, pratiche pregresse, indagini ambientali già svolte, documenti sui rifiuti, scarichi, emissioni, amianto, serbatoi, impianti e sostanze pericolose. Il sopralluogo permette poi di confrontare i documenti con lo stato effettivo dei luoghi.

È una verifica particolarmente utile quando l’immobile o il terreno ha una storia produttiva, artigianale o industriale. Un capannone dismesso, un piazzale utilizzato per depositi, un’area con vecchi serbatoi o un sito che ha cambiato più volte attività possono nascondere criticità non evidenti nella sola documentazione immobiliare.

Il valore della DDA sta nella possibilità di individuare per tempo possibili passività ambientali. Questo permette al cliente di valutare meglio il prezzo, richiedere approfondimenti, prevedere condizioni nella trattativa o pianificare eventuali interventi prima di procedere.

Bonifica di siti contaminati
Analisi di rischio ambientale

Due diligence ambientali EDD

La procedura di bonifica deve essere impostata con ordine fin dall’inizio. Quando viene rilevata una contaminazione, o quando un sito presenta elementi di potenziale criticità, è necessario capire quali adempimenti attivare, quali informazioni raccogliere e quali interlocutori coinvolgere.

Zulberti può intervenire già nella fase preliminare, con l’analisi della documentazione disponibile, la ricostruzione delle attività svolte nell’area e la verifica delle possibili sorgenti di contaminazione. Questa fase aiuta a decidere dove indagare, quali matrici controllare e quali parametri ricercare.

Dopo le prime verifiche, si passa alla caratterizzazione ambientale. Campionamenti e analisi permettono di valutare suolo, sottosuolo, acque sotterranee o altre matrici rilevanti. I risultati vengono letti all’interno del modello concettuale del sito, che descrive sorgenti, percorsi di migrazione e possibili recettori.

Quando il quadro lo richiede, l’analisi di rischio sito-specifica consente di definire le concentrazioni soglia di rischio e di stabilire se siano necessari interventi di bonifica o messa in sicurezza. Da qui si arriva alla progettazione operativa, con la scelta delle tecnologie, le modalità di esecuzione, i monitoraggi, le verifiche finali e i criteri di collaudo.

In tutte queste fasi, Zulberti affianca il cliente nel coordinamento tecnico e nella gestione del confronto con gli enti. Il responsabile di commessa segue l’avanzamento delle attività, coordina laboratori e professionisti, raccoglie le esigenze del cliente e mantiene continuità nel procedimento.

Questa presenza è utile perché una bonifica raramente segue un percorso perfettamente lineare. Possono emergere richieste di integrazione, risultati inattesi, modifiche progettuali o nuove valutazioni da condividere con gli enti. Avere un referente tecnico che conosce il sito e la storia della pratica permette di gestire questi passaggi con maggiore chiarezza.

Due diligence ambientali ESG

L’estrazione con solventi, il soil washing e i trattamenti combinati sono alcune delle tecnologie che possono essere valutate nell’ambito di un progetto di bonifica. La loro applicabilità dipende dalle caratteristiche della contaminazione, dalla matrice interessata, dalla granulometria del terreno, dai volumi coinvolti e dagli obiettivi dell’intervento.

L’estrazione con solventi può essere considerata per contaminanti organici presenti nei suoli o in altre matrici solide. Il soil washing si basa invece sul lavaggio del terreno e sulla separazione delle frazioni più contaminate, spesso associate alle particelle fini. In alcuni casi può ridurre i volumi da avviare a smaltimento o a ulteriori trattamenti.

Nei siti più complessi, una sola tecnologia può non bastare. Può essere necessario combinare escavazione selettiva, trattamento chimico-fisico, soil washing, bioremediation, gestione delle acque di falda, barriere idrauliche, monitoraggi e misure di messa in sicurezza.

Zulberti valuta queste possibilità partendo dai dati del sito, non da una scelta già decisa a monte. Prima si analizzano contaminanti, distribuzione della contaminazione, profondità, accessibilità, presenza di falda, vincoli autorizzativi e obiettivi finali. Poi si costruisce una proposta tecnica che tenga conto anche di tempi, costi, cantiere e gestione dei materiali.

Il cliente viene accompagnato nella lettura delle alternative: cosa comporta una tecnologia, quali vantaggi può offrire, quali limiti presenta, quali verifiche richiede e quali effetti può avere sul procedimento. Questo permette di prendere decisioni più consapevoli e di evitare soluzioni apparentemente rapide ma difficili da gestire nella pratica.

Estrazione con solventi, soil washing e trattamenti combinati
Analisi di rischio ambientale

Fasi

Le fasi di una due diligence ambientale dipendono dall’obiettivo dell’incarico. Prima di iniziare, Zulberti definisce con il cliente il perimetro della valutazione: immobile, terreno, stabilimento, società, portafoglio di asset o singola attività. In questa fase vengono chiariti anche tempi, limiti, documenti disponibili e livello di approfondimento richiesto.

La prima attività è la raccolta documentale. Possono essere analizzati autorizzazioni ambientali, planimetrie, visure, pratiche edilizie, documenti sui rifiuti, formulari, registri, autorizzazioni agli scarichi, emissioni in atmosfera, relazioni geologiche, indagini ambientali pregresse, certificazioni, pratiche di bonifica, documenti su amianto, serbatoi, impianti e sostanze pericolose.

Segue la desk review, cioè l’analisi tecnica della documentazione. In questa fase Zulberti verifica completezza, coerenza e aggiornamento dei dati. Una planimetria non allineata allo stato dei luoghi, un’autorizzazione non aggiornata, una gestione rifiuti poco tracciabile o una vecchia indagine ambientale incompleta possono diventare elementi importanti nella valutazione del rischio.

Il sopralluogo consente di verificare sul campo ciò che emerge dai documenti. Aree di deposito, pavimentazioni, pozzetti, scarichi, coperture, serbatoi, materiali sospetti, impianti dismessi, segni di sversamento o usi non documentati possono fornire indicazioni decisive. Quando serve, il sopralluogo viene integrato da fotografie, note tecniche e confronto con i referenti del sito.

Dopo questa fase, le informazioni vengono organizzate in una valutazione dei rischi ambientali. Zulberti distingue le criticità già evidenti dagli aspetti da approfondire, indicando quali elementi possono incidere sull’operazione e quali verifiche aggiuntive possono essere opportune.

Se la sola analisi documentale non basta, possono essere proposte indagini tecniche mirate: campionamenti di suolo, acque sotterranee, materiali sospetti, rifiuti o amianto, verifiche su serbatoi interrati, indagini geognostiche, analisi chimiche o monitoraggi specifici.

L’ultima fase è il report di due diligence ambientale. Il documento raccoglie il perimetro dell’incarico, i dati esaminati, le evidenze rilevate, le criticità, il livello di rischio, le incertezze, gli approfondimenti consigliati e una prima lettura delle possibili azioni correttive.

Per Zulberti, un buon report deve essere tecnico, ma anche utile a chi deve decidere. Deve permettere a imprenditori, investitori, legali, consulenti finanziari e responsabili aziendali di capire quali rischi esistono, quali passaggi sono consigliabili e quali condizioni possono essere considerate nella trattativa o nel piano operativo.

 

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